• Sofia Collatina

Come stimolare il gioco

Il gioco è il modo in cui i bambini apprendono. Perché è più indicato far giocare i bambini per farli imparare, invece che fargli una bella lezione frontale con lavagna e gessetto?














Perché per imparare è necessario prestare attenzione e provare emozioni positive. Anche per un ragazzo o un adulto, però, è difficile stare attento, memorizzare, avviare ragionamenti complessi, avere la motivazione a impegnarsi, se l’attività che sta svolgendo è noiosa e poco soddisfacente. Per un bambino ancora di più. Per questo è necessario rendere l'attività interessante e coinvolgente per far sì che rimanga attento.



Un’altra questione importante per far sì che il bambino tragga un apprendimento dalle attività che fa, è la difficoltà dell’attività: se è troppo facile rischierà di annoiarsi, si abbasserà l’attenzione e l’interesse. Se troppo difficile, potrebbe cercare di provare e riprovare, ma, non riuscendoci, finire per annoiarsi, o innervosirsi, terminando l’attività con emozioni negative senza aver imparato nulla. Senza contare che così, alla lunga, potrebbe pensare che non è bravo e influenzare negativamente la sua autostima.


Quindi è molto importante proporre un gioco che sia non troppo facile, né troppo difficile, ma che sia adatto al livello cognitivo del bambino e che abbia qualche elemento in più di difficoltà rispetto a quello che sa già fare.




In questo modo:

  • imparerà qualcosa di nuovo/allenerà le sua capacità cognitive

  • si divertirà

  • costruirà la propria autostima in maniera positiva


Poi, un elemento che aiuta a sostenere interesse ed emotività positiva rispetto al gioco è la novità. Vuol dire che ogni settimana dobbiamo comprare un nuovo gioco ai nostri bambini? Non vi preoccupate, lasciamo stare i portafogli. Sicuramente avere più di un singolo gioco da proporre è positivo. Per avere l’effetto sorpresa, però, è possibile a rotazione prendere un gioco e toglierlo per un po’ dalla piazza: quando glielo riproporrete avrà tutto un altro gusto. Inoltre, i giochi non solo si comprano, ma si creano anche! Ma la parte migliore è che costruirli insieme è già un gioco e già di per sé avvia un processo di apprendimento.



Durante il gioco c’è anche un’altra cosa che si sviluppa: il linguaggio. Usate termini che il vostro bambino può imparare, associateli ai giochi. Rendere pratica una cosa astratta come una parola li aiuterà ad impararla e ad associarla all’oggetto/concetto/azione a cui si riferisce. Anche qui, ricordate, parole non troppo facili né troppo difficili. È bene osservare che i bambini iniziano a comprendere le parole prima di saperle dire, quindi vi accorgerete che spesso capiscono quando gli parlate anche se non sanno ripeterlo. Potete regolarvi sulla vostra conoscenza del bambino per capire quali parole e giochi proporgli.



Durante il gioco, inoltre, non si allenano solo capacità cognitive ma anche motorie. Si allena la motricità fine (movimenti fini che avvengono per mezzo delle mani, dei piedi e del viso) e grossolana (capacità che ha il corpo di fare grandi movimenti).







Per ultimo, ma non per importanza, il gioco rafforza la relazione tra genitore e bambino: è tempo passato insieme, in maniera coinvolgente per entrambi, in cui ci si scambiano sguardi, sorrisi e si sperimentano emozioni positive.

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